La grandiosa opera di Fantasy eroica di Gemmel vive sui suoi personaggi, giganteschi, che segnano le loro epoche.
David Gemmel. Era un nome che non conoscevo che per sentito dire. Ma ero in vacanza in montagna ed avevo voglia di leggere qualcosa. Faceva un freddo cane e nevicava. Siccome mi ero alzato tardi non ero sceso a sciare, quindi mi imbacuccai come un Inuit e scesi alla cooperativa, il grosso centro commerciale di Cortina.
Mi imbattei quasi subito in "Le spade dei Drenai", edito dalla Nord, uno dei pochi libri fantasy a non portare la dicitura: "La più grande opera dopo il signore degli anelli". Strano pensai e ne sfogliai le prime due pagine. Arrivato alla scena in cui Tenaka si guarda allo specchio e vede la sua immagine riflessa che gli dice "Vai a casa. Uccidi Ceska" ero già preso dalla trama. Cosa posso dire di queste opere, hanno l'ampiezza del fantasy d'autore, Grandi viaggi, il tema della cerca e quello della guerra sono onnipresenti. Ma la grandezza è nei personaggi. Giganteschi, sovrumani ed indimenticabili. Amo tantissimo Tenaka Khan, ma forse ancor di più Druss, che i nomadi Nadir chiamano "Morte che Cammina". Le loro storie sono tragiche e profondamente umane, ma i loro destini segnano i loro tempi, ed anche le epoche future. Spesso si indica il fantasy come lettura di evasione, è vero, nel confronto tra le vite meschine e quelle gigantesche non si può fare a meno di pensare, a volte, che sarebbe meglio agire con la pienezza di Pagano o di Ananais il dorato. Ma si finirebbe per pentiresene, magari non è il caso di decapitare il vigile che ti sta facendo perdere tempo...
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