|
|
|
|
 |
•
Uso Personale
•
di
Silvio Torre
(02/03/2004 0.51.00)
•
[Rich Version] - [Simple
Version] |
|
|
Il guardiano della soglia
|
Il reato di scrivere (male) cose normali.
Mi trovo come al solito in una querelle che ruota su semplici questioni: è necessaria cautela ed attenzione
quando si scrive qualcosa dove non ci sono redattori o censori? E' giusto che
tutti quei cinquantamila blog e quei portali autogestiti e non professionali debbano altrimenti disporre di un
"guardiano della soglia"?
Tutto nasce da un mio commento ad un'articolo che trovate qui contiene questa
frase
"Convengo che c’è molto talento in giro ma credo che spesso è sprecato,
gli obiettivi sono quasi sempre nebulosi, pochi hanno la capacità di darsi delle
regole e di rispettarle. La libertà può giocare brutti scherzi. Secondo me molti
blogger sono poco critici verso se stessi e l’ampiezza del mezzo costringe a
un’autodisciplina doppia rispetto a una attività editoriale standard. La
mancanza del Guardiano della soglia, costringe ancora una volta l’autore di un
post a una maggiore concentrazione nella scelta dei contenuti e della forma."
(Serena Gaudino)
Ecco parte del commento incriminato:
"Ogni volta che c'è qualcosa di nuovo i primi arrivati cominciano a dettar
regole, poi nascono addirittura gli albi professionali e brutture come gli
ordini professionali (Scatole cinesi in cui ripartire le responsabilità che sono
già stabilite dalla legge, e che non servono assolutamente a tutelare i fruitori
del servizio) vere e proprie lobby. Va da se che un guardiano della soglia, un censore
di qualche tipo ci vuole sul serio, però se vuoi fare il chirurgo od il capo di stato maggiore
della nato. Ma in un mondo dove devi essere giornalista pubblicista iscritto
all'albo per scrivere in una testata come Stop o Novella 3000, o per andare a
sputare sentenze da Biscardi, mi pare proprio 'na fesseria. Quindi no! Chi mi
viene a leggere sul mio sito (blog, forum quel che è) corre il rischio di non
trovare le solite opinioni da talkshow. Se questo lo sveglia dal coma da velina sono
cavoli suoi."
La trattazione è ovviamente molto lunga e meriterebbe tempo e spazio, ma
l'educazione impone ritmi ed usi, il mezzo che usiamo (internet) richiede
brevità ed il tema la pura stigmatizzazione della sua essenza.
La definizione "guardiano della soglia" è proposta da Tiziano Scarpa, uno
scrittore che on line pubblica
qui. Io la trovo
originale. Davvero. Non sentivo nulla di così originale da quando un collega
voleva registrare McPizza, l'unico fast food della pizza con le patatine fritte
e l'Hamburger. Nulla contro Scarpa, per carità, però il redattore ha un senso
nelle strutture in cui si scrive a molte mani e nelle quali non c'è quella coesione che
hanno in nazioneindiana (od anche in
Alnano).
L'autodisciplina non ha nulla a che fare con la scrittura in proprio (di chi non
fa dello scrivere una professione, ovviamente). Scrivere è (dovrebbe essere)
creatività, è spirito, è fantasia, è sfizio ed è un mucchio di altre cose.
L'autodisciplina è rinuncia, controllo, castrazione... un altro genere di cose.
|
Cerca "Il guardiano della soglia"
anche su
|
|
Commenti vari ed eventuali (se ci sono) |
the Carmine, il
02/03/2004 14.54.52
• abbastanza folle da essere pienamente d'accordo. |
|
The Edo, il NANO, il
02/03/2004 17.27.16
• Credo che a chiunque non piacciano gli articoli scriti su Alnano, può tranquillamente evitare di leggerli.
Infatti non obblighiamo nessuno a connettersi alla nostra Homepage né tantomeno a leggere i contenuti dei nostri articoli, seri o meno che siano.
Questa è libetrà!
Se poi qualcuno vuole autodisciplinarsi evitando di leggere gli articoli che compaiono su Alnano, padronissimo di farlo.
Chi siamo noi per impedirglielo? |
|
Uatato, il
06/03/2004 9.24.16
• Non definirei l' autodisciplina "castrazione". In ogni caso credo che dipenda da quello che vuoi scrivere: se vuoi scrivere un trattato scientifico, è un discorso, ma è logico che parlare di autodisciplina riferita ad un sito come alnano mi pare assurdo... Noi siamo questi, chi ci vuole leggere, bene, altrimenti fa niente. Onestamente, non ho capito il senso della critica che ti hanno rivolto (lo hanno visto bene il sito?!...) |
|
The Silvio, il
06/03/2004 14.23.06
• Castrazione è un brutto termine, soprattutto se decontestualizzato. Serena ha
solo portato qui una discussione avvenuta su
http://galassia2004.splinder.it/
e priva di senso per il solo fatto che ognuno resterà delle sue posizioni.
Ne ho solo riportato la cronaca degli eventi, prima che me ne dimentichi... |
|
|
|
L'inserimento dei commenti è temporaneamente
sospeso... |
|
Troppo spam... troppo caos... troppo tutto... |
|