Il giorno dell'indipendenza, nel senso che le note erano indipendenti (andavano dove volevano loro...)
Il mattino del 4 luglio, mentre gli alieni cattivissimi percuotevano le città
statunitensi, e i reduci del Vietnam picchiavano i reduci della Corea per
festeggiare il giorno dell'Indipendenza di ehm... grande paese... a Napoli si
pensava a ben altro. Dopo aver creato scompiglio tra i suoi capelli e
intreccinatosi la chioma, the Marco partiva alla volta del Palapartenope per il
soundcheck del concerto serale. Infatti il 4 luglio è giorno di metal festival a
Napoli.
L'organizzazione è stata a dire il vero traballante, ma alla fine il festival
è stato fatto, con gruppi da ogni parte del sud Italia (Napoli, Salerno) e
persino dagli Abruzzi. Naturalmente, Marco arriva lì e trova subito che mancano
i sostegni per le tastiere e persino lo sgabello, per cui si rassegna a suonare
con la tastiera in braccio seduto distrattamente sul nulla.
Mentre
intorno fervono i preparativi e due simpatiche fanciulle forniscono lattine
omaggio di bibite energizzanti al sapore di sciroppo per la tosse, il sostegno
viene trovato in fretta e furia, e il soundcheck viene effettuato. Gli altri
gruppi cominciano ad arrivare alla spicciolata, e i soundcheck si devastano
l'uno dopo l'altro, con grande spreco di tempo, energie, e note musicali che
scappano da tutti i lati. Dopo un sofferto pomeriggio di litigi e stress, il
rilassante concerto ha quasi inizio. Ovviamente il soundcheck è andato
benissimo, quindi non si sente nulla più appena il pubblico entra in sala. I
primi a salire sul palco sono i 3rd di Salerno (nu metal) che hanno un buon
impatto, seppur penalizzato dalla mancanza di acustica sul palco. Il secondo
gruppo ad esibirsi è quello degli Spellcraft da L'Aquila (Gothic metal), che
sono, insieme ai Marshall, i veri penalizzati della serata. Infatti le spie sul
palco sarebbero state buone a fare le spie in un film di 007, ma non avevano
certo le capacità di fare il loro dannato mestiere, col risultato che gli
SPellcraft sul palco sentono poco e niente i loro strumenti. Frattanto un
imbecille dal pubblico continua a sfottere i vari gruppi... mostrando una grande
cultura musicale ed una altrettanto grande educazione. Dopo gli Spellcraft, è la
volta dei Nameless Crime (Thrash metal) i quali cercano di fare del loro meglio
nel combattimento contro il service audio, a dire il vero riuscendoci bene.
Poi
tocca ai Marshall (heavy prog) ed è il delirio. The Marco sale sul palco, viene
costretto a traslocare le tastiere, si siede sulla custodia di alcuni microfoni
come sgabello, suona le prime note... e non si capisce più nulla. Il palco è
un'accozzaglia di suoni con un simpatico costante effetto Larsen nelle spie. Il
pubblico apprezza, perchè loro, almeno, riescono a sentire le note che i poveri
musicisti cercano di suonare... ma sul palco nessuno capisce nulla. Nonostante
Lino (il batterista) abbia sulla batteria la grazia di un Triceratops incazzato,
the Marco che siede alla sua destra a un metro e mezzo non riesce a sentirlo.
Per fortuna, tutto procede per il meglio (dal punto di vista del pubblico) e
mentre le ultime note di Atlantis Rise svaniscono, inizia Ominous Silence, il
primo pezzo dedicato all'ambientazione Warlands (vedete che significa avere un
tastierista come playtester???). Dopo i Marshall è la volta dei Ciaff (Mobster
core), che chiudono il concerto. L'organizzazione svanisce, lasciando i soliti
litigi sul palco, e the Marco stanco e affaticato abbraccia i compagni di musica
del suo gruppo, saluta gli stanchi Spellcraft, e va alla ricerca di una pizzeria
aperta alle 2 del mattino. Incredibile a dirsi, la trova... e dopo essere stato
oggetto degli sguardi di tutto l'affollato locale (entrare in una pizzeria di
Mergellina vestito da concerto metal non è una cosa consueta...), si siede e
mangia. Seccato per le disfunzioni organizzative e per la mancanza di rispetto
che alcune persone di questa città ostentano con gioia ma tutto sommato conscio
del fatto di esser stato parte di qualcosa di più grande... nel giorno
dell'indipendenza. Tutto sommato forse era meglio imparare a fare l'alieno. Se
non altro se qualcuno rompe tu lo disintegri.
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