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Articolo
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di
Lucia Vergaglia
(15/10/2003 0.23.32)
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Una finestra sul nulla
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Accidenti, Professore
Cosa si può scrivere quando si è delusi, offesi e furiosi per una decisione di un amico? Si resta lì storditi a chiedersi come si può arrivare ad essere tanto vili e tanto lucidi; ma, si è talmente diffidenti che si vorrebbe finanche essere illusi, ascoltare qualche suo forbito discorso di dimostrazioni della buonafede del suo modo di fare, addirittura si arriva a sperare anche in una reazione odiosa come quella di sentirsi attribuire qualche responsabilità in ordine all’accaduto. E ad un certo punto la smania di capire si fa più forte della rabbia e si cominciano ad elaborare teoremi e obiezioni agli stessi. Tutto pur di scacciare questa velenosa sensazione di non significare proprio nulla nel sistema di valori e nel vissuto di questa persona. Mentre hai solo voglia di recriminare: “Ehi, ma tra tutti i comportamenti da opportunista, egoista, accidenti hai scelto definitivamente il più banale e crudele. Così senza scrupoli, te ne sei fregato di tutti, nessuno poteva persuaderti a considerare qualche alternativa possibile, vero?” La risoluzione è stata sovrana e irrevocabile. Provo a figurarmi che cosa è successo quando chi era lì con te nel cuore della notte ti ha chiesto che ci facevi a quell’ora in piedi, ti sei sentito sgamato? Hai rischiato di ripensarci? Oppure, la tua unica preoccupazione è stata quella di apparire ancora una volta, anzi una volta per tutte, più plausibile e rassicurante per startene davvero per i fatti tuoi e liberarti del disturbo di vivere? Ma... accidenti, Professore.
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Commenti vari ed eventuali (se ci sono) |
Silvio, il
15/10/2003 8.35.56
• Quello che alcuni scelgono è un percorso che porta ad una fine rapida, ma è un percorso comunque lungo. Non è dato conoscere la somma di quali perchè porti a decidere di volare, anche se solo per quindici metri, o semplicemente di cadere. Non possiamo davvero saperlo. Non credo che c'entri una forma di paura, forse la stanchezza di non riuscire ad esplorare la vita quanto si sperava qulache anno fa. Mentre vedi giorni che non ti piacciono ripetersi ossessivamente, uno dopo l'altro. Ed ancora mentre si allontanano le persone a cui tieni, magari impegnate con altre, oppure a fare cose più serie che far due chiacchiere con te. Infine lo sguardo va verso il domani, che da anni stai cercando di cambiare. Devi fare qualcosa, qualunque cosa, perchè non sia come oggi, a qualunque costo.
Alcuni di noi provano fascino per la morte, e vivono nei suoi pressi, per altri invece non è che un mezzo per il cambiamento o la porta verso qualcos'altro. Ma anche questo non è dato mai saperlo davvero.
Con rispetto, Silvio |
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the Carmine, il
15/10/2003 13.55.48
• mi dispiace che ti sei trovata a fare queste coniderazioni. ma capita. e quando capita ad una persona a te vicina ti chiedi invariabilmente prima o poi " avrei potuto far qualcosa per fargli cambiare idea !??!" e poi ti dici " ma io là non c'ero".
non si può essere sempre perfetti. non si può essere sempre presenti. non si può essere sempre. tutto qui. |
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Mk, il
17/10/2003 13.42.10
• Eppure basta parlare... senza far finta di niente perchè si vuole a tutti i costi aver ragione e non si ha il coraggio di parlare (mentre di riprendersi gli oggetti propri si...), e non si scrive dicendo che l'altro non risponde quando l'altro non ha MAI avuto notizie. Se questa è la decisione vostra, gli Dei siano con voi. |
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Lucia Vergaglia, il
17/10/2003 20.22.18
• In morte del Professor GianPaolo Palumbo, anni 38.
All'alba di lunedi' 13 Ottobre è stato trovato morto in corrispondenza del balcone della abitazione di sua madre ubicata al 4 piano di un palazzo nel centro storico di Napoli. Con tutta la lacerazione di aver perso un buon amico, uno spirito eccelso, e un uomo che ha fatto della cultura una risorsa da condividere. Lucia Vergaglia
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Silvio Torre, il
17/10/2003 20.26.06
• Ancora una volta, con rispetto. |
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Carmine Laudiero, il
18/10/2003 9.22.43
• Ne apporfitto per ricordare un altro luminare che ci ha lasciato in settimana. Il prof. Gian Franco Campobasso, ordinario di diritto Commerciale della facoltà di giurisprudenza dell'Ateneo Federico II in Napoli. Nonostante la vastità e gli iinghippi della materia che insegnava era preparato, colto e soprattutto un vero signore. |
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The Lucia , il
18/10/2003 14.12.13
• Just for Mk: talvolta, il silenzio è d'oro e per quanto ti rigurda spesso |
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Lilly, il
18/10/2003 23.37.27
• Ragazzi,scusate, ma nn credete ke il sito stia sciadendo un po'...Lucia...nn t sembra d esagerare?Ho la peantezza d stomaco a leggee i tuoi articoli,il sito e'skerzoso...tu nn ne hai la manima cognizione. |
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Lucia Vergaglia, il
19/10/2003 11.17.56
• Ecco un altro animo gentile, che si diverte ad imbrattare i necrologi in totale disprezzo della altrui sensibilità! |
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Lilly, il
19/10/2003 19.50.46
• Credo solo ke sia fuori logo un articolo del genere.Lo dico proprio perke'mi ha toccato...ma tu questa sensibilita'nn |
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The Lucia, il
19/10/2003 23.20.21
• Salutami il tuo co- relatore... |
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The Silvio, il
20/10/2003 0.21.26
• E' vero, salutaci marco |
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SIRIO, il
25/02/2006 23.46.37
• Ciao professore, sarai sempre nei cuori di chi ti ha voluto bene con il rimpianto di non aver capito....... |
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