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The Dado!

  Reportage
  di Silvio Torre (31/10/2003 21.34.29)
  [Rich Version] - [Simple Version]

 

L’arte della guerra.

Ci sono bravi generali che vincono molte battaglie, ma quelli ancor più bravi vincono senza neanche dover combattere (Sun Tzu). E' stata una partita fortunata (TheSilvio, ridendo)

Poco tempo fa c’è stata più di una simulazione bellica giocata dagli Alnani a ModCon, TheSilvio ne ha giocata una, e neanche fino alla fine. Si è reso necessario che racconti esattamente come andò la storia.
Tra un torneo e l’altro mi trovo a passare al tavolo dimostrativo di Flames of War, in cui The Uatato e The Marco erano subentrati ad un comandante americano davvero inetto. I carrarmati erano praticamente parcheggiati in una pineta e gli uomini allo sbando, e nonostante il cambio al vertice della catena di comando la situazione non cambiò…
Decidiamo di giocare una seconda partita, in cui gli Alnani The Marco, The Uatato e The Silvio guidavano i tedeschi, ed un sedicente esperto del gioco e di tattica militare si poneva al comando degli americani.
Ci ripartiamo i compiti, The Silvio terrà in fianco destro e lancerà solo un dado alla volta, The Marco il centro e tirerà i dadi in attacco, The Uatato il fianco sinistro e tirerà i dadi in difesa.
L’Americano vince l’iniziativa quindi ci tocca disporci per primi sul campo, mentre lui osserverà prima le nostre mosse e potrà agire di conseguenza. Una situazione decisamente vantaggiosa per lui.
The Marco viene distratto da altri impegni, così la disposizione avviene con The Silvio che propone e The Uatato che scuote la testa dubbioso.
– "E’ troppo rischioso.”- diceva, ma poi agimmo così:

Il campo: In grigio gli obbiettivi tedeschi, a righe quelli americani. I Tedeschi partivano dal basso, gli americani da sopra.
Il campo:
In grigio gli obbiettivi tedeschi, a righe quelli americani.
I Tedeschi partivano dal basso, gli americani da sopra.
Carrarmati al centro, così come la compagnia Turm destinata al fianco destro con il supporto di un’unita di mitraglieri, ancora montata sui camion, la compagnia Herr sul fianco sinistro, montata su mezzi corazzati accompagnata dai ricognitori.
L’americano risponde disponendo a sua volta i carri Sherman al centro, compatti.
Porta poi sul suo fianco sinistro la 101° aviotrasportata, sono paracadutisti veterani con qualche unità di mitraglieri. La 102° invece la manda di fronte alla compagnia Herr, con i suoi bazooka ed i mortai leggeri.
Gli obiettivi degli americani sono quelli a strisce sulla cartina, quelli nostri sono in grigio. L’americano ha scelto di muovere dopo di noi? Peggio per lui.
The Marco non c’è ancora, The Silvio ordina ai carri di aprirsi a ventaglio (aveste visto l'espressione del The Raffaele) al centro del campo, mentre si aprono tra loro passano a folle velocità i camion con la compagnia Turm ed i mitraglieri (nel camion di sinistra), questi arrivano dietro le mura della villa al centro, quella a metà strada tra gli obiettivi americani. Il comandante The Uatato, si attesta agevolmente nella palazzina sul fianco sinistro e manda avanti i mezzi ricognitori. Adesso tocca allo yankie.
Ridendo fa scendere la 102° dalla collina in alto a sinistra nella cartina, con l’intenzione di dirigerla verso la relativa protezione di una macchia d’alberi tra loro e la compagnia Herr, intanto manda gli Sherman al centro del campo, mentre i suoi uomini a piedi avanzano di corsa verso lo sguarnito boschetto sul nostro fianco destro, uno dei loro obbiettivi.

L’idiota è caduto nella trappola, adesso i suoi carri hanno mosso ed hanno la possibilità di fare un solo tiro, tra l’altro tirando in movimento è improbabile che prenda alcunché.
Arriva The Marco, è una furia.
- Che avete combinato?, il fianco destro è sguarnito, in due turni ci arriva, e chi vi ha detto di muovere i MIEI carri, per giunta separandoli? -
Presi dalla furia bellica non lo calcoliamo proprio, osserviamo l’americano tirare tre colpi di cannone assolutamente inefficaci (ha solo disturbato un po’ l’equipaggio del nostro terzo carro), poi tocca a noi.
The Marco è di nuovo distratto, si aspetta una disfatta immediata e finge di avere altro da fare, così da lasciarci responsabili…
Ordino ai mitraglieri di scendere dal camion di sinistra e prendere la villa, lascio la compagnia Turm a bordo dei due camion trasporto, arriva di nuovo The Marco,:
- Ma così non difendi il boschetto a destra, quello è il suo obbiettivo, DEVI far scendere gli altri uomini e muoverli verso il fianco di destra! -
Intanto i nostri carri avevano avuto il tempo di puntare sugli Sherman:
- Non ci penso neanche, prendi i dadi e tira con due carri sui loro Sherman, e con il carro comando spara sulla loro postazione di artiglieria in collina. – Preso di sorpresa dalla mia freddezza The Marco non reagisce e tira, le probabilità erano già a nostro favore, ma abbiamo anche avuto fortuna distruggendo tutti gli Sherman ed abbattendo una delle postazioni sulla collina dell’americano. Finalmente un sorriso, The Marco, si volta e torna a prendere il controllo della compagnia Herr, che intanto The Uatato aveva sapientemente portato in posizione. Guardai l’americano e gli chiesi:
- Che fai? Tenti di prenderlo il boschetto, tanto non c'è nessuno...-
Il nostro avversario guardò i miei camion, pieni di uomini e pronti ad occupare il boschetto, ancora sguarnito, del fianco destro oppure a raggiungere indisturbati gli obbiettivi in alto sulla cartina, e poi guardò i carrarmati, ormai liberi di marciare sul campo.
- Non mi avrete, tanto se non prendete le mie postazioni entro il sesto turno non vincete comunque. -
E vilmente riportò i suoi uomini della 101° a presidiare la villa sulla collina (in alto a destra).
Osservai il campo a mia volta, la compagnia Herr, coadiuvata da tre blindati leggeri ed uno pesante avanzava guidata dal The Marco verso la 102°, i tre Sherman bruciavano e costituivano un eccellente riparo per i miei mitragliatori leggeri, sempre se li avessi voluti portare laggiù, i tre Tank potevano muovere o bombardare le postazioni dell’avversario e la compagnia Turm era ancora comodamente seduta nei suoi camion trasporto, e poteva rapidamente intervenire quando e dove ci pareva. Praticamente la partita era già vinta, offrii la resa all’avversario che rifiutò aggrappandosi al discorso dei turni. Peccato, potevamo giocarne un’altra in cui i miei uomini avrebbero almeno combattuto. Chiesi al The Uatato se l’annoiava occuparsi lui, da solo,di schiacciare quel patetico individuo coi tank e con colpo di maglio, lui annuì ridendo ed io gli lasciai l’incombenza ed anche lo sfizio. Il resto sono solo chiacchiere.

P.S.

Se l'imbecille invece di disporsi a specchio con i carri al centro si fosse concentrato su un fianco, quello a sinistra del tedesco, avrebbe potuto prendere il bosco tra le due posizioni, spianarsi la strada con l'artiglieria inchiodando la Turm al centro ed avrebbe facilmente preso l'obbiettivo, pur protetto. L'iniziativa e la scelta della disposizione sono vantaggi impressionanti, in mano a chi ha una minima sapienza di tattica.

Quanto a noi abbiamo proseguito portando la Herr avanti, rischiando inutilmente uomini. Era opportuno lasciare la Herr ed un paio di autoblindo a tenere la posizione e spostare il resto verso la collina della 101° in un unico colpo di maglio, aggirando i bazooka della 102° ed assestando una postazione di controllo tra i rottami degli Sherman. Era possibile vincere nello stesso tempo senza praticamente nessuna perdita. Però anche senza lo sfizio di un combattimento, questo è vero. Ma non venga spacciata quell'avanzata della Herr come una mossa tatticamente corretta.

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Commenti vari ed eventuali (se ci sono)

Sir Erog di Solamnia, il 01/11/2003 11.02.17
E' più onorevole affrontarre l'avversario dove egli si ritiene più forte. Solo così una vittoria è completa!
The Silvio, il 01/11/2003 15.12.50
Concordo, ma nei duelli. Quando hai degli uomini sul campo devi anche aver cura di loro ed evitare perdite inutili. Del resto ti serviranno nel prossimo scontro.
The Silvio il precisino, il 03/11/2003 21.14.14
Questo report fu scritto il 30 settembre, è stato pubblicato in ritardo per evitare l'aggravarsi di una nota crisi. Spero che ne sia passato a sufficenza di tempo per poter riprendere a parlar di giochi.

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