Quando la pace scoppia...
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  Articolo
  di Silvio Torre (12/11/2003 20.00.05)
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Quando la pace scoppia...

Se dissenti dalle cause che hanno portato a morire degli uomini ci sarà sempre un verme a chiamarti sciacallo. E' un suo diritto, ma è stato lui a sacrificare le vittime.

E' successo! Lo sapevamo, lo sapevano tutti. Diciassette italiani, soldati e carabinieri, sono morti.
Accade in una terra lontana, la patria della civiltà occidentale, la terra di Babilonia dove furono scritte le prime parole in molte lingue diverse. Accade in una terra che non è la nostra, dove la missione non è composta di caschi blu, dove l'Onu non c'è. Persino la croce rossa ha abbandonato il campo, ma noi no. Coraggiosi ed intrepidi restiamo.
Non importa che non sia casa nostra, che non sia la nostra guerra, che la patetica scusa delle armi di distruzione di massa si sia dimostrata la solita menzogna. No, come dei muli ancora non ci vogliamo credere.
Ci considerano degli invasori, ci tirano pietre, di noi amano solo i gol di Totti e le Ferrari.
Così oggi la prima resa dei conti arriva col suo carico di morte. I militari erano preparati, certo, però...
La base era lungo una strada pubblica e trafficata, non era protetta con fossati, recinti e terrapieni, no. Si è scelto un ''basso profilo'', cioè ''invadete facendo finta di non essere invasori, così forse non vi odiano'' questo prescrivono i consiglieri militari della CIA. Incredibilmente, qualcuno le sta a sentire, e bum! Come la logistica di quell'esercito fatto di agenti segreti, infiltrati ed ex membri della guardia repubblicana è riuscita a ristabilire una catena di comando ed una di comunicazione ecco mille esplosioni che risuonano più delle campane, ecco che la pace appena proclamata si colora del rosso delle vittime di una nuova, pericolosissima, resistenza. E hai voglia a chiamarli terroristi. Non ci sono parole per gridare alla menzogna. No! Non c'è 'sto Bin Laden ad ogni angolo, il Tuscania e gli altri battaglioni sono a casa di Saddam, non invitati, e sono proprio tra lui e le raffinerie con i loro oleodotti. Veramente credevate che fossero al sicuro, veramente credete che un nemico invisibile possa venire sconfitto, siete davvero convinti che tenere il comando di quell'antica nazione significhi averla liberata?
Sciacallo! Ecco cosa vi dicono se chiedete il ritiro di quegli uomini, un contingente ormai inutile se la missione era di impedire l'utilizzo delle armi atomiche. Non ci sono? Bene che aspettate a riportarli indietro.
Sciacallo! Proclami le tue idee sulla carne di quei poveracci.
No! Lo faccio su quella, ancora integra, degli altri.
Oggi per noi è lutto? E' vero. Siamo in missione di pace? Ma fatemi il piacere, dopo anni di embargo, carestia, violenze di ogni genere ed un'invasione non direi proprio.
Oggi pietà per le nostre vittime, domani pietà per tutti, mettiamoci una pietra sopra e ridiamo quel paese agli iracheni. E' il loro, nonostante tutto.

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Commenti vari ed eventuali (se ci sono)

alessandro, il 12/11/2003 22.26.34
Siamo in guerra: cosa pensavano? La guerra produce (tragicamente) morti. Abbiamo avuto i nostri. Gli iracheni ne hanno pianti 14000 (niente minuto di silenzio per loro?) C'è un popolo che si difende: sono terroristi? Lo erano anche i gappisti di Via Rasella, allora, quando hanno ucciso 33 SS del Bozen il 23 marzo 44? No. Paghiamo lo scotto di un conflitto deciso da oligarchie parlamentari... E c'è chi dice "Rimaniamo". Non avremmo mai dovuto esser lì.
the Carmine, il 13/11/2003 9.27.57
siamo in guerra: inizio con le stesse parole di Alex (che saluto), perchè forse questo è un piccolo particolare che il governo si è dimenticato, che la stampa si è dimenticatta. Non stiamo in una sorta di Grande Fratello con mitra ed elmetto.
siamo in guerra civile: in un posto dove volente o nolente , nel giusto o nel torto si cerca di riportare un minimo di ordine, dove non c'è nessun rappresentante nuovo iracheno che si mostra per paura di essere felliato come una galatina di maiale.
siamo in una guerra incivile: perchè come in tutte le guerre ci sono vincitori dove non ce ne dovrebbero essere e vinti in sovrabbondanza ci sono vittime ed innocenti. non è una singolar tenzone. è una guerra.
siamo in una guerra fredda: perchè questi NON sono attacchi terroristici, ma colpi eseguiti da reparti e mezzi militari MAGARI addestrati da qualcuno poco tempo fa. nessuno ha mai trovato le truppe scelte dell'esercito iracheno. signori e signori: eccole.
siamo in una guerra: non è sbagliato il motivo per cui ci tiamo, è sbagliatissimo il MODO. se i nostri soldati ci devovo stare, hanno l'obbligo di essere preparati, appoggiati e sostenuti. aborro qualsiasi tentativo di strumentalizzazione del conflitto, è di chi sostiene la maggioranza ma soprattutto di chi sostiene l'opposizione.
siamo in guerra: e se non siamo disposti a riconoscerlo ciò che è successo ieri capiterà ancora.
The Silvio, il 13/11/2003 21.46.19
Minchissima! Cavoli devo essere rimasto all'800. Una volta le guerre si dichiaravano! Oggi ti presenti e dici vengo a distruggervi l'arsenale nucleare ( e se ce l'avete non tiratemelo, grazie), poi dopo che non hai trovato nulla dici che porti la pace e la democrazia, ma ti tieni potere e petrolio. Bè a me non pare una guerra, al più un sopruso. Comunque condivido col The Carmine la percezione per l'assurdo modo di fare tattica e strategia, con il salotto buono della logistica, ed il deposito munizioni, a portata di bomba. Il modo ha certamente contribuito a fare vittime. Con Alessandro invece concordo sulle conclusioni.
Uatato, il 25/11/2003 9.19.52
C' è differenza tra guerra e sopruso? La vera differenza, l' unica, è se vinci o se perdi: se vinci sei un eroe liberatore, se perdi il nemico della pace e della democrazia. Pensa alla Seconda Guerra Mondiale, di cui tutti ricordano i campi di sterminio nazisti, ma crimini di guerra altrettanto atroci come Amburgo e Dresda (rasa al suolo con centinaia di migliaia di vittime civili quando era chiaro che la Germania aveva perso e che l' occupazione sarebbe stata questione di tempo, quando tra le colonne di punta di Patton e la capitale del Reich non esisteva più NULLA...), per tacere di Hiroshima e Nagasaki ce li siamo dimenticati o, peggio, ci vengono propinati come un atto di grande eroismo militare per distruggere un nemico forse non peggiore di chi ha compiuto gli stessi delitti. Sono addolorato per i nostri soldati, ma concordo con Carmine sul fatto che, se vai a casa di altri contro la loro volontà, o hai l' onestà intellettuale di ammetterlo e ti regoli di conseguenza, oppure è meglio che te ne stai a casa tua.
The Silvio, il 25/11/2003 23.20.01
Vero, condivido. Comunque se devo invadere un posto non mi viene mica in mente il medio oriente. Penso ad un posto pieno di palme e spiaggie bianche. Ecco! Se fossi un capo di stato maggiore farei piani per la conquist... pardon, la liberazione, dei caraibi!
Valeria, il 28/11/2003 1.19.23
Ottimo l'articolo. Concordo.
The Silvio, il 29/11/2003 18.19.01
Grazie.

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