Brother

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The Mariano

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di Mariano Sacco (06/07/2003 18.47.35)
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Nona eccellente prova di Takeshi Kitano

Recentemente ho recuperato l’ultimo film di Kitano (ad un prezzo molto conveniente) che avrei voluto vedere al cinema ma non ne avevo avuto la possibilità, e non mi dilungo sui motivi che sono sempre gli stessi per quei film che non sono i soliti colossal, il più delle volte deludenti.
Brother è una coproduzione fra America e Giappone ed il film ne è lo specchio fedele, l’ambientazione è americana (Los Angeles) mentre la trama e regia sono tipici dei classici film sulla Yakuza (la mafia giapponese), questo lo rende un action movie atipico, ha tutto l’aspetto di un film americano ma non lo è, non c’è un inseguimento e non ci sono le classiche inverosimili pose da supereroe, somiglia molto ad un placido fiume che in alcuni punti ha delle rapide, visto che in generale è lento e malinconico ma poi ha delle esplosioni di violenza inaspettate.
La storia è incentrata su Yamamoto, uno yakuza di poche parole molto ancorato ai principi che la governano, il quale ha visto la sua famiglia uscire sconfitta da una guerra, e non si è voluto adattare alla nuova situazione, quindi si vede costretto a lasciare il paese e se ne va dal fratello minore a Los Angeles, dove scopre che questo spaccia droga, cosi insieme ai compagni di suo fratello ed al suo vecchio braccio destro metterà in piedi una degna organizzazione criminale; ma al di là della trama vera e propria, questa è una storia di vincoli e legami, da cui il titolo del film. Ed ora due parole sui contenuti speciali che pur essendo interessanti sono strutturati male, visto che tutto quello che trovate scritto sul retro della confezione viene raccolto sotto un'unica voce in vari capitoli, che oltre a dare un primo impatto deludente (tipo dove %&*#! stanno) è anche scomodo da gestire.
In conclusione consiglio vivamente la visione a tutti gli appassionati di gangster movie ed in particolare agli appassionati dei film sulla yakuza, da cui Kitano trae tutto lo spirito dell’opera, che viene riassunta efficacemente dalla frase presente sulla confezione: l’uomo che conosce il suo destino non conosce la paura.

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Commenti vari ed eventuali (se ci sono)

the Marco, il 07/07/2003 0.54.18
la lunghezza del tuo gomitolo è stata già decisa dal Padre di Tutti,e quindi è inutile nascondersi. Fuggi se vuoi, ma non vivrai un attimo di più di quello che ti è concesso. Questo è detto dai Vichinghi.
The Carmine, il 07/07/2003 7.54.36
film duro scabro, violento, ma molto bello.. per chi non l'avesse visto consiglio molto il poetico " L'estate di Kikujiro" sempre di Kitano

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